Le nostre vite contano
Per il secondo anno, il 9 maggio Milano sarà attraversata dal T* Pride, una marcia creata dal basso dalle soggettività queer.
Il trans* pride Milano nasce come risposta non solo ad un clima politico sempre più oppressivo verso le persone queer, ma anche in risposta a una narrazione delle soggettività trans* che non ci rappresenta.
Una narrazione che ci vuole incasellare in standard e in definizioni, in estetiche predefinite: una narrazione che non ci vuole arrabbiatx ma silenziosx, dispostx ad accettare le briciole o vittime. Una narrazione spesso ripresa da altri Pride, da molte associazioni, da partiti e forze politiche che non ci rappresentano e che troppo spesso neanche considerano la nostra esistenza. Nasce dall’esigenza di attraversare la città urlando la nostra rabbia, senza però dimenticare tutte le altre persone e popoli oppressi perché la lotta deve essere intersezionale.
Il T* Pride è la risposta a una città in cui le persone quel esistono solo se ricche, bianche, abili e conformi in cui la precarietà è una condizione normale e in cui perfino la socialità esiste solo in una logica consumistica. Il T* Pride nasce per riprenderci gli spazi e attraversarli senza conformarci, ma liberx di essere noi stessx. Questo T* Pride denunciamo uno Stato che ci relega a una condizione di precariato e non vuole trovare soluzioni reali e concrete che coinvolgano le istanze che sono della comunità. Pretendiamo l’accesso alla casa, al lavoro, pretendiamo una sanità pubblica accessibile non transfobica.
Perché I nostri corpi non sono oggetti di lucro né terreno di campagne elettorali.
Le nostre identità non sono in discussione: esistiamo, e ci riprenderemo Milano e tutte le città urlando tutta la nostra rabbia e tutta la nostra gioia.

