Il 6 febbraio le sedi centrali dell’università rimarranno chiuse per l’inaccessibilità dovuta alle Olimpiadi.
In tutta la logistica che ha coinvolto Comune, Prefettura e Università, il diritto allo studio è stato considerato per ultimo, quasi per errore.
Solo negli ultimissimi giorni ci si è resi conto che in questo periodo alcune facoltà hanno lezioni e altre sono in piena sessione d’esami. Di risposta scelte ipocrite e non risolutive, buone solo a lavarsi la coscienza.
Le lezioni saranno online.
Per chi invece il 6 febbraio ha esami o lauree, la soluzione è ancora peggiore: spostamenti forzati in altre sedi, comunque difficili da raggiungere, con il risultato concreto che molti studenti non potranno sostenere l’esame o laurearsi come previsto.
Di fatto, questa gestione scarica sui singoli tutta la responsabilità: arrangiarsi con i trasporti, incastrare soluzioni improbabili, negoziare individualmente con uffici e docenti. Una toppa messa male, una soluzione di facciata che non tutela nessuno.
Noi lo diciamo chiaramente: non è accettabile che università e scuole chiudano in piena sessione per una parata sorvegliata dalle squadracce dell’ICE.
Non è accettabile che i diritti vengano sospesi ogni volta che c’è un grande evento. Non è accettabile che lo studio venga trattato come un fastidio da rimuovere.
Come giovani e studentз è il momento di mobilitarci, creiamo RESISTENZA.

