Il futuro è ora. La crisi climatica è qui.

La crisi climatica non è un’emergenza futura: è già qui. Le ondate di calore si fanno sempre più intense, gli eventi meteorologici estremi si moltiplicano e le conseguenze di un modello di sviluppo fondato sullo sfruttamento delle risorse e sulla dipendenza dalle fonti fossili sono sempre più evidenti. Eppure, mentre la comunità scientifica continua a lanciare allarmi, governi e decisori politici continuano a rimandare le trasformazioni necessarie, quando non a negare apertamente il problema.

Il superamento della soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale, indicata come obiettivo da perseguire nell’Accordo di Parigi, è ormai inevitabile, almeno temporaneamente. Non possiamo però accettare che questo dato diventi irreversibile: ogni frazione di grado conta, ogni scelta politica può fare la differenza. 

La crisi climatica è poi una questione di giustizia sociale: a pagarne maggiormente il prezzo sono le persone più fragili, chi vive in abitazioni inadeguate, chi non può permettersi di difendersi dal caldo e chi abita nei quartieri più esposti all’inquinamento e alla mancanza di verde.

Anche a Milano la lotta climatica passa dalle scelte che facciamo sulla città. Le estati sempre più torride rendono evidente il problema delle isole di calore urbane, aggravate dal cemento, dall’asfalto e dal consumo di suolo. Servono più alberi e aree verdi, ma anche una vera politica di depavimentazione, capace di restituire spazio al terreno permeabile, ridurre il calore e contrastare gli effetti delle piogge intense.

Serve ripensare la mobilità: investire nell’efficienza e nel potenziamento del trasporto pubblico, renderlo gratuito e accessibile a tutte e tutti, incentivare la mobilità ciclabile e pedonale e costruire una vera “Città 30”, in cui le strade siano spazi sicuri e condivisi, non soltanto luoghi attraversati dalle automobili.

Serve una transizione energetica giusta, che non lasci indietro nessuno: promuovere le comunità energetiche rinnovabili, sostenere l’efficientamento energetico delle abitazioni e intervenire sul patrimonio pubblico, a partire da scuole, uffici e altri edifici comunali. Ridurre i consumi, abbattere le emissioni e contrastare la povertà energetica devono essere obiettivi inseparabili.

Queste battaglie sono il modo concreto in cui possiamo affrontare la crisi climatica ogni giorno, migliorando la qualità della vita e restituendo la città a chi la abita. Una città più fresca, più verde, meno inquinata e accessibile a tutte e tutti non è un’utopia: è una scelta politica. 

Per questo non possiamo rassegnarci all’idea che il cambiamento climatico sia inevitabile, né lasciare che l’emergenza venga assorbita dalla normalità. Dobbiamo tornare a parlarne, mobilitarci e pretendere risposte concrete dalle istituzioni, a partire dal livello cittadino. Le trasformazioni necessarie non arriveranno da sole: servono partecipazione e mobilitazione collettiva capaci di imporre un cambio di rotta.

Per questo saremo in piazza venerdì 16 alle 17.30, davanti a Palazzo Marino, insieme a Fridays for Future. 

Perché la giustizia climatica si costruisce anche nei nostri quartieri, nelle nostre strade e con i nostri corpi.