Fem Fest | LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI FEMMINISTA

Mostra

10:00 – 19:00    Statale Festa del perdono

Insieme alla mostra troverete la clinica mobile di Medici del mondo!

Una mostra a cura di Chiara Alessi, Marie Moïse, Giulia Siviero
Progetto allestimento di Denise Bonapace 
Progetto grafico di Carlotta Albiero 
Realizzata in collaborazione con Associazione Comunità Il Gabbiano ODV 
e il supporto di Medici del Mondo

In un’anteprima milanese, la mostra sulla storia materiale delle pratiche femministe.

I movimenti femministi da sempre si sono occupati di costruire oggetti, di hackerare quelli esistenti per esigenze sociali, per protesta, per garantire la salute sessuale e riproduttiva, per autocura e autodifesa, pensando e agendo nel contesto politico; le donne sono state detentrici di tecniche che si sono tramandate segretamente, di invenzioni, di soluzioni ai bisogni, di esperimenti spesso condotti usando se stesse come cavie, inventando strumenti, adattando oggetti pre esistenti, partendo da sé per arrivare a tutte.

Tuttavia, la storia della cultura materiale prodotta dal fare femminismo, come ci insegna Giulia Siviero nel suo libro (Nottetempo, 2024), è meno esplorata, probabilmente perché la stessa storia ufficiale degli oggetti è stata scritta prediligendo parametri come firma, brevetto, mercato, successo commerciale, innovazione tecnologica. È proprio tutta un’altra storia che invece le curatrici vogliono raccontare. Una storia dal basso e una storia di movimento. 

Alla mostra sarà presente una trentina di oggetti per dimostrare la dimensione attiva, vitale, partecipativa delle donne alla produzione materiale dei loro oggetti, ma anche la natura trasformata e trasformativa degli oggetti attraverso i femminismi, suggerendo quanto negli ultimi secoli, il sapere femminile abbia saputo dislocare le sue invenzioni dall’oppressione alla rivoluzione. 

Il percorso della mostra perciò intrama oggetti anonimi e open source, diy e invenzioni, oggetti prestati, ritrovati, prodotti per l’occasione, che attingono a diverse latitudini (dalla West Coast americana alla Repubblica Federale Tedesca, dal Sudamerica fino alla Palestina) e diversi momenti storici (dalle Suffragiste ai nostri giorni). Oggetti intrinsecamente politici, in cui viene prediletto il valore di socializzazione e circolazione rispetto al valore di mercato, che si fanno messaggeri politici enfatizzando l’idea che il quotidiano o il domestico sono anche terreni di militanza.Ci saranno oggetti per l’autoesplorazione, quelli per l’autodifesa, speculum e dispositivi antistupro.   

A settembre del 2026 per Nottetempo Chiara Alessi, Marie Moïse e Giulia Siviero pubblicheranno un libro che racconterà la storia e le storie intorno agli oggetti in mostra e altri ancora. 

La mostra viene portata per la prima volta in occasione del Fem Fest di Milano 2026 con il supporto di Medici del Mondo, Organizzazione medico umanitaria internazionale che dal 1980 lotta per difendere un sistema sanitario equo e universale e che nel 2026 apre uno sportello di consulenza gratuito dedicato alla salute sessuale e riproduttiva di tutte e tutti.

Laboratorio filo dritto nasce a settembre 2021 all’interno del centro diurno spazio 0 in Cascina Cuccagna a Milano.

Gestito dall’associazione Il Gabbiano, propone attività socializzanti e laboratoriali per donne che hanno avuto storie di detenzione. “Qui ricuciamo il passato, intrecciamo il presente, ma soprattutto… si fila dritto!”

ALLESTIMENTO

L’ allestimento è a cura di Denise Bonapace, progettista che da anni indaga il rapporto tra corpo e abito, oltre ad aver lavorato in diversi progetti d’indagine e innovazione delle tradizioni tessili e del femminile nel mondo. Ispirandosi al femminismo di comunità, la mostra ripensa il tavolo, da elemento statico del servire a dispositivo di creazione, cospirazione e sovversione. Un tavolo dal piano simbolicamente trasparente, che diventa visibile nel suo incontro con gli oggetti che, in maniera flessibile,  compongono e scompongono racconti sui piani espositivi, grazie ad un sistema di fissaggio composto da occhielli e coulisse, tipicamente d’uso tessile. 

Ma il tavolo della mostra “la cassetta degli attrazzi femminista” invita a scoprirlo anche su piani e altezze non convenzionali: infatti le sue gambe sono allungabili, mentre alcuni oggetti penderanno in sacche appese sotto il piano del tavolo stesso. 

Così, la mostra sarà sempre diversa, e capiterà che ci inviterà ad esplorare gli oggetti della collezione col naso all’insù, oppure ci chiederà di piegarci sulle ginocchia per sbirciare sotto.

Gli elementi realizzati in pvc trasparente che consentono la piena libertà di allestimento del tavolo, sono prodotti con la collaborazione delle donne dell’Associazione Comunità Il Gabbiano ODV.

GRAFICA E COMUNICAZIONE

L’identità e le illustrazioni sono curate da Carlotta Albiero riprendendo l’estetica del punto croce, una tecnica artigianale storicamente associata al lavoro domestico femminile e spesso utilizzata per scritte e decorazioni sui pañuelos, simboli delle lotte delle Madres e Abuelas de Plaza de Mayo. Attraverso questo linguaggio, il punto croce viene riappropriato e reinterpretato come strumento di resistenza, trasformandosi da pratica relegata alla sfera privata in segno politico e collettivo. Lo stile illustrativo, volutamente grezzo e immediato, evoca l’estetica del diy: un linguaggio visivo che richiama pratiche condivise, prive di formalità. Il tratto imperfetto diventa così strumento critico, restituendo la dimensione collettiva e resistente degli attrezzi femministi.

LA MOSTRA E’ A CURA DI

Giulia Siviero, femminista, scrive per Il Post e altri giornali occupandosi di questioni di genere. Nel 2024, per Nottetempo, ha pubblicato Fare femminismo, un libro sulle pratiche dei movimenti delle donne.

Marie Moïse è docente di Gender Studies alla John Cabot University di Roma. Attivista e ricercatrice, cura la collana “Intersezioni” per la casa editrice Capovolte, conduce laboratori per la divulgazione di saperi e pratiche femministe. Ha co-tradotto Donne, razza e classe di Angela Davis e Da che parte stiamo di bell hooks. 

Chiara Alessi, curatrice e saggista, si occupa di cultura materiale e design di genere, su cui scrive, tiene lezioni, cura mostre. Ha pubblicato con Longanesi, Utet, Laterza ed Electa, per cui cura la collana OILÀ. È autrice di podcast per Repubblica, Il Post e Storielibere.fm. Il suo ultimo libro è La sedia del sadico. Il design sul corpo delle donne (Laterza 2026)

Per info scrivere a lacassettafemminista@gmail.com

DOVE TROVI LA MOSTRA

4 e 5 marzo 2026 Milano, Università Statale, via Festa del Perdono h.10:00-19:00

  • 4 marzo h. 16:30 c/o Università Statale di Milano: “Storia politica dell’aborto e le politiche di deterrenza oggi”, con Giulia Siviero, Carlotta Cossutta e Medici del Mondo.
  • 5 marzo h. 16:30 c/o Università Statale di Milano: “Guida pratica all’aborto”, con Giulia Siviero, Medici del Mondo e Studenti Indipendenti della Statale.

6 e 7 marzo 2026 Milano, Lato B, viale Pasubio 14 (6 marzo dalle 18:00 – 7 marzo dalle 15:00 alle 24:00)

  • 6 marzo h. 18:00 c/o Lato B: inaugurazione della mostra “La cassetta degli attrezzi femminista”, a seguire presentazione di “Fare Femminismo” (Nottetempo, 2024) con Giulia Siviero, Eleonora Rossi e NUDM Milano
  • 7 marzo h. 16:45 c /o Lato B: “Per lottare hai le tue cose?” laboratorio di manufatti femministi a cura di Marie Moise 

Data

04 Mar 2026
Expired!

Ora

10:00 - 19:00

Etichette

Fem Fest

Luogo

Università Statale
Via festa del perdono, 7, Milano
Categoria

Organizzatore

Lato B
Telefono
+39 345 691 7780
Email
info@latobmilano.it

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