Expo si insinua nel mondo della formazione

io-non-lavoro-gratis-per-expoE’ iniziato un nuovo anno, ma Expo, la macchina dell sfruttamento, continua in silenzio ad allungare i suoi tentacoli sul mondo della formazione. Da una prima indagine svolta dal gruppo “io non lavoro gratis per expo” sono emersi alcuni dati decisamente inquietanti. La falsa eccezionalità dell’evento permette di istituire misure a lungo termine che nulla hanno a che fare con un modello di scuola incentrato sullo scambio di saperi e competenze, ma che preparano il campo per la “scuola del fare”, condizionata dalle esigenze di mercato, condannata a diventare una fabbrica di precarietà dove gli studenti accettano di farsi sfruttare nella speranza di raggiungere i loro obiettivi.
Sono molteplici le scuole di Milano coinvolte in questa grande truffa.
Al liceo Virgilio è stato chiesto agli studenti delle quarte di redigere un dossier sulla Milano rinascimentale che andrà poi a corredare la bibliografia di Expo. Al Volta le gite scolastiche sono state sostituite con visite al sito dell’esposizione e gli studenti devono lavorare gratuitamente per ottenere crediti formativi a fine anno, lavorare in cambio di nulla per il grande evento diventa quindi obbligatorio sotto la minaccia di vedere compromesso il proprio voto alla maturità. All’ ITC Falcone agli studenti è stato chiesto di creare un’ app per Expo, mentre al Varalli si sceglieranno future guide turistiche gratuite. Non solo sfruttamento quindi, bensì svalutazione delle competenze di chi da anni opera nel settore. Agli studenti di quinta del corso multimediale del liceo artistico Hajech è stato imposto di realizzare dei corti di carattere informativo o pubblicitario per Expo. Sette voti nella materia principale del corso (senza i quali non si può accedere alla maturità) saranno determinati proprio da queste produzioni: ancora si preferisce ricattare con la minaccia della bocciatura gli studenti costringendoli a produrre gratuitamente materiale funzionale al grande evento piuttosto che retribuire il loro lavoro, continuando il processo di svalutazione e precarizzazione del mondo artistico e creativo che va avanti già da molti anni. Le quinte dell’indirizzo figurativo, invece, devono realizzare un enorme drappo formato da tavole di 2m x 1,90m tutte ovviamente tese a glorificare questa enorme macchina luccicante che non serve a nulla se non a far arricchire a spese dello stato i grandi gruppi dell’edilizia e permettere a società che si sono macchiate di crimini enormi nei confronti dell’uomo e dell’ambiente di mostrarsi come avanzate ed eco-friendly agli occhi del consumatore occidentale (basti pensare che tra gli sponsor di Expo c’è anche Eni, responsabile della distruzione del delta del fiume Niger).
All’Agnesi invece, gli studenti devono seguire i convegni di un partner di Expo discutibile come la Bayer.
Ma la lista non finisce qui! Le famiglie degli studenti del Carlo Porta sono state obbligate ad acquistare divise da cucina molto costose gravando ancora di più sul bilancio familiare di molte di queste: e’ l’ennesima beffa che Expo fa ai danni di chi viene usato come un burattino con il ricatto della promozione, della maturità e, a volte, persino con la superficiale promessa di un ipad.
Questo è solo un primo quadro della situazione. Quello che e’ importante sottolineare e’ che non si parla solo di sei mesi, o di un tempo definito: con Expo si creano le premesse per fare diventare il lavoro gratuito una realtà e di conseguenza la precarietà una situazione endemica. La stabilità diventa a tutti gli effetti un’illusione, una speranza che rimarrà tale mentre le condizioni lavorative continueranno a peggiorare.
E’ ora di opporsi allo smantellamento del nostro futuro.
Insieme possiamo inceppare questo meccanismo. Insieme possiamo dire: “Io non lavoro gratis per Expo!”.
Aderisci alla campagna FB IO NON LAVORO GRATIS PER EXPO e sostienila in diversi modi:

  • con una foto con un cartello con scritto io non lavoro gratis per expo,
  • con un video dove lo dici e magari spieghi perché..”io non lavoro gratis per expo, perché…?”
  • comunicando informazioni importanti … per esempio se nella tua scuola o università è stato avviato il programma di reclutamento, o se expo ha contattato l’istituto e come..
  • partecipando alle riunioni che verranno segnalate nella pagina fb.

Dare un segnale importante è possibile. Fermiamo lo sfruttamento del lavoro gratis.

Contatti:
pagina Fb: io NON lavoro GRATIS per EXPO
Mail: iononlavorogratisperexpo@gmail.com

Io Non Lavoro Gratis Per Expo

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