[da Legambiente] Appello contro la legge #ammazzasuolo

legambienteLettera al Presidente del Consiglio regionale e ai Consiglieri regionali.   Presidio domani, 18 novembre, alle 10 davanti a Palazzo Pirelli, lato via Filzi.

APPELLO

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AI CONSIGLIERI REGIONALI LOMBARDI

Signor Presidente, signore e signori componenti dell’Assemblea legislativa lombarda,
nelle prossime ore dovrete esprimervi sul progetto di legge recante ‘Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato’.
Si tratta di un testo che ci lascia sconcertati, per la palese contraddittorietà tra titolo e dispositivo della norma.

Il riferimento è in primo luogo alla norma transitoria (art. 5) che dispone un periodo di moratoria durante il quale sono fatte salve tutte le previsioni dei piani urbanistici vigenti (stimate nell’ordine di 55.000 ettari di nuove urbanizzazioni su suoli agricoli!), stabilendo un limite di tre anni per il convenzionamento degli interventi attuativi, a cui per di più vengono concesse agevolazioni (rateazione degli oneri) e accelerazioni procedurali, prevedendo una straordinaria facoltà di interventi sostitutivi in caso di mancato rispetto dei ristretti tempi di istruttoria comunale.

Intento della legge non pare quello di contenere l’urbanizzazione espansiva, ma difornire un formidabile impulso alla concretizzazione di diritti edificatori, in una contingenza di mercato in cui molte imprese rischiano con ciò di incorrere in sovraesposizioni debitorie e rischi di fallimento. Potrebbe persino accadere che tra le imprese in grado di avvalersi della norma possano annoverarsi quelle che gravitano nella contiguità della criminalità organizzata, tra le poche in grado di disporre di adeguata provvista finanziaria, ancorchè di provenienza illecita, per investimenti ad elevato rischio.

Rileviamo poi tra le incongruenze l’esclusione dalla contabilità del consumo di suolo delle opere pubbliche o di interesse pubblico, come se tale attributo bastasse a certificare l’assenza di impatti: una norma illogica oltre che contrastante con il diritto comunitario, l’interesse pubblico non può infatti giustificare l’indiscriminato abuso di risorse naturali o la localizzazione in aree incompatibili, o il mancato ricorso a misure di mitigazione e compensazione ambientale.

Ancora, segnaliamo la devitalizzazione di quel timido ma prezioso disincentivo al consumo di suolo costituito dall’art. 43bis della l.r. 12/2005 che, nel fissare una maggiorazione d’oneri per le trasformazioni urbanistiche di terreni agricoli ‘allo stato di fatto’, ha permesso di alimentare il fondo regionale aree verdi, destinato a finanziare interventi in aree protette: la sostituzione dell’espressione ‘allo stato di fatto’ con le definizioni del tutto aleatorie introdotte dal PdL (in virtù delle quali sono agricole solo le aree azzonate come tali) rende inapplicabile tale disposizione in tutti i casi di interventi edilizi coerenti con le previsioni urbanistiche.

Da questa non certo esaustiva premessa comprenderete come la norma appaia tutt’altro che scontata nei suoi effetti, e potenzialmente controproducente agli obiettivi dichiarati. Rileviamo che l’estrema rapidità con cui essa è stata sottoposta e dibattuta ha impedito anche di utilizzare gli strumenti conoscitivi e previsionali che avrebbero potuto essere messi in campo dalle strutture di valutazione tecnica e giuridica di cui lo stesso Consiglio Regionale si è dotato. Siamo così in presenza di un DdL che nella migliore delle ipotesi non innova il quadro legislativo nè introduce misure efficaci per limitare il consumo di suolo. Nella peggiore delle ipotesi, che reputiamo estremamente probabile, questa norma rischia di essere perfino profondamente peggiorativa del quadro attuale.

Ciò di cui invece sentiamo il pressante bisogno sono urgenti provvedimenti economici e regolativi diretti a sostenere e agevolare il recupero e la rigenerazione degli spazi urbani degradati, sottoutilizzati o dismessi, vera problematica attuale dei nostri centri urbani; questo anche attraverso apposizione di maggiori oneri sulla trasformazione di aree libere e, al contrario, alleggerimenti fiscali e procedurali per la trasformazione di aree già edificate e da riqualificare.

Per questo ci appelliamo alla vostra autonomia intellettuale e politica, affinché vogliate attivarvi per un rinvio della votazione finalizzato a una seria e trasparente ponderazione degli effetti che questa norma è in grado di produrre.

Milano, 17 novembre 2014

Sottoscrivono il presente appello, in rappresentanza delle rispettive organizzazioni,

Valentina Mutti, ACLI Anni Verdi Ambiente

Emanuele Patti, ARCI Milano

Dante Perin, Associazione DESR Parco Agricolo Sud Milano

Renato Aquilani, Associazione per il Parco Agricolo Sud Milano

Angelo Proserpio, Associazione Uomo e Territorio Pro Natura

Andrea Arcidiacono, Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo

Dario Olivero, CIA provinciale Milano, Lodi, Monza e Brianza

Angelo Monti, Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.

Marilena Ballestriero, Coordinamento dei comitati lombardi Forum Salviamo il Paesaggio

Renata Lovati, Donne in Campo CIA Lombardia

Gianpietro Bara, Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali della Lombardia

Oreste Magni, Ecoistituto della Valle del Ticino

Luca Imberti, INU Lombardia

Rossana Bettinelli, Italia Nostra  – Lombardia

Damiano Di Simine, Legambiente Lombardia

Massimo Soldarini, LIPU Birdlife international

Adriano Licini, Mountain Wilderness Gruppo Regionale Lombardia

Vincenzo Giovine, Ordine dei Geologi della Lombardia

Carlo Negrini, Osservatorio del paesaggio dell’Oltrepò Mantovano

Giuseppe Spagnulo, Touring Club Italia

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